Sisma di Ferragosto, nuovi crolli ad Acquaviva e Palata. Toma: “Nessuna criticità”

MOLISE. Dopo la forte scossa di terremoto della notte di Ferragosto alcune abitazioni di Acquaviva Collecroce, per fortuna disabitate, sono risultate danneggiate. Da un primo monitoraggio è emersa la presenza di danni strutturali in una casa vuota del centro storico e in una masseria abbandonata nella periferia del paese. Anche il tetto della chiesa madre di Santa Maria Ester appare lesionato. “Piove proprio al centro della Chiesa – ha dichiarato all’Ansa il primo cittadino di Acquaviva Collecroce, Francesco Trolio – Ho già avuto un incontro con il Presidente della Regione Donato Toma sulle problematiche emerse in paese dopo il terremoto”.

Il Governatore Toma è arrivato ieri pomeriggio, intorno alle 17.30 per verificare i danni dei paesi dell’area dell’epicentro sismico dopo la scossa di 4.6 del 14 agosto, 10 minuti prima della mezzanotte.

Un altro crollo si è verificato a Palata, nei pressi del centro del paese. Il tetto di una residenza privata chiusa, non abitata, è collassato rompendo arredi antichi, attrezzi ed altro, producendo notevoli danni. Sono in corso verifiche anche a Montecilfone, Termoli, Guglionesi ed altri paesi del litorale. Tuttavia le condizioni meteo avverse stanno complicando rallentando la conta dei danni.

“Dalle indagini effettuate nel corso della giornata di ieri- comunica in una nota alla stampa il governatore Donato Toma- non è emersa alcuna criticità. Pertanto, allo stato attuale, possiamo affermare che le scosse sismiche che hanno interessato il territorio molisano hanno prodotto, fortunatamente, solo un grande spavento nella popolazione dei comuni che ricadono nell’area del Castellelce, luogo dell’epicentro, ma anche in quelli di tutto il Basso Molise e della costa».

Ad affermarlo è il presidente della Regione Molise, Donato Toma, che ieri, accompagnato dall’ingegnere Massimo Pillarella, si è recato in diversi paesi del Basso Molise, molto vicini all’epicentro, dove il movimento sismico è stato avvertito in maniera violenta.

«Ho ritenuto opportuno – dice il presidente – rendermi conto di persona della situazione all’indomani dell’evento sismico, ma anche far sentire la vicinanza delle istituzioni alla popolazione. Ho parlato a lungo con i sindaci, ho ascoltato diversi cittadini preoccupati dal fatto che la maggior parte delle loro abitazioni non sia adeguata sismicamente. Questo è un grosso problema che deve essere affrontato e risolto. Non possiamo affidarci solo alla fortuna o alla circostanza che le scosse siano di bassa magnitudo».

«In questo momento, com’è giusto che sia – prosegue Toma –  il Governo nazionale, dopo la tragedia di Genova, è tutto concentrato sulla questione delle infrastrutture viarie e già si parla di un Piano straordinario per mettere in sicurezza o ricostruire edifici e opere pubbliche, ponti e viadotti innanzitutto. Bisogna, però, che a livello nazionale prendano coscienza che ci sono vaste aree del Paese a rischio sismico, che gran parte del patrimonio abitativo privato è stato costruito prima degli anni 80 e, quindi, particolarmente vulnerabile, che i costi per le opere di consolidamento ed adeguamento sismico sono molto onerosi e non sempre il privato è in grado di  sostenerli. È dimostrato, tra l’altro, che la ricostruzione comporta costi maggiori rispetto a quelli di un eventuale Piano di sostegno ai privati per lavori di adeguamento sismico».

«La questione – conclude il governatore – è complessa e mi rendo conto che richiede un impegno finanziario di vasta portata. Il Governo deve farsi sentire in Europa e, affinché si affronti questa tematica, è mia intenzione chiedere l’intervento della Conferenza delle Regioni. Del resto, quello del rischio sismico non è un problema solo molisano».

 

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