VIDEO – Emigrazione, l’invasione che non c’è. Presentato all’Unimol il dossier 2018 del Centro Idos

CAMPOBASSO.  Sul tema delle migrazioni nel nostro Paese c’è una profonda mistificazione che alimenta un clima di tensione e paura.  A fare chiarezza sulle reali dimensioni del fenomeno ci pensa da 11 anni il Centro Studi e Ricerche Idos con la pubblicazione dell’annuale Dossier Statistico Immigrazione. L’edizione del 2018 del dossier, realizzata nell’ambito del progetto MeCi (Migranti e Comunità inclusive), è stata presentata questa mattina in conferenza stampa all’Università del Molise dai redattori regionali Norberto Lombardi e Chiara Cancellario che hanno illustrato i dati raccolti a livello regionale e nazionale.

Gli italiani hanno una percezione distorta della presenza degli stranieri nel paese. Lo conferma un recente sondaggio condotto dall’Istituto Cattaneo secondo il quale siamo i cittadini europei con la percezione più lontana dalla realtà riguardo il numero di stranieri che vivono nel nostro paese, credendo che ve ne siano più del doppio di quelli effettivamente presenti.

“Occorre innanzitutto sgonfiare la bolla emergenziale del fenomeno accoglienza- ha dichiarato il professor Norberto Lombardi- in Molise gli stranieri ospitati sono appena 3000 e potrebbero essere integrati all’interno del sistema produttivo.” Si tratta quindi di un’emergenza più percepita che reale.

Dall’analisi statistica presentata nel dossier emerge che l’Italia non è né il Paese con il numero più alto di immigrati né quello che ospita più rifugiati e richiedenti asilo. Contrariamente alla credenza che vorrebbe il paese assediato e “invaso” dagli stranieri, il loro numero è pressoché stabile intorno ai 5 milioni dal 2013 e la loro incidenza è stabile intorno all’8% sempre dal 2013.

Nel nostro paese risiedono circa 5 milioni di stranieri (5.144.000 a fine 2017 secondo l’Istat). Siamo quindi posizionati dopo la Germania che ne conta 9,2 milioni e il Regno Unito con 6,1 milioni, mentre ci collochiamo poco prima della Francia (4,6 milioni) e della Spagna (4,4 milioni). Ma quanto incide la presenza degli stranieri sulla popolazione complessiva del nostro paese? Ha un’incidenza più bassa di quella di Germania (11,2%), Regno Unito (9,2%), Cipro (16,4%), Austria (15,2%), Belgio (11,9%) e Irlanda (11,8%). Da noi l’incidenza sulla popolazione complessiva è solo dell’8,5% (dato Istat).

In generale, l’Eurostat ha rilevato che il numero degli immigrati in Ue nel 2016 è calato dell’8% rispetto all’anno precedente, mentre nel 2017 l’Unione europea ha conosciuto un drastico calo sia degli attraversamenti irregolari delle frontiere (sono diminuiti di 9 vote rispetto al boom del 2015), sia delle richieste d’asilo presentate (- 43,5% rispetto al 2016). Anche il boom di profughi che attraversano il deserto per intraprendere la rotta del Mediterraneo ha subito un drastico calo nel 2018: nei primi 9 mesi sono “sbarcati” in Italia poco più di 21.000 persone, un dato “crollato” del 87,4% rispetto allo stesso periodo del 2017. Una riduzione che però non dovrebbe farci gioire perché è avvenuta a scapito dei diritti umani. La maggior parte delle persone che hanno tentano la traversata del Mediterraneo sono state intercettate dalla guardia costiera libica e riportate indietro nei centri di detenzione del paese nordafricano, dove tornano a subire violenze e soprusi incredibili.

Nella nostra regione risiedono invece 13. 943 stranieri (dati al 31/12/2017) per lo più in provincia di Campobasso (il 73%), mentre l’incidenza sulla popolazione locale è del 4,5%, in linea con la media del Sud d’Italia. Si tratta per lo più di giovani:il 41,3% degli stranieri con permesso di soggiorno in regione ha un’età compresa tra i 18 e i 29 anni. Fanno i lavori che noi non vogliono più fare e percepiscono una retribuzione inferiore al 48,9% rispetto alla media dei molisani. Sono soprattutto stranieri di origine europea (51,8%). La comunità più grande di stranieri in Molise è rappresentata da rumeni (il 29,8 %), mentre la seconda è quella marocchina con 1297 residenti. I cittadini di origine asiatica sono invece il 14, 2% del totale.

Crescono invece in Molise i numeri dell’accoglienza. Il 2017 è stato segnato dalla presenza di un’alta percentuale di soggiornamenti per motivi umanitari, il 70%, una percentuale in crescita rispetto all’anno precedente e nettamente superiore al dato nazionale del 18,1%. Nonostante ciò in Molise le persone accolte sono diminuite di 267 unità (-7,8%) e le presenze nelle strutture di accoglienza sono passate da 3424, rilevate al 1 dicembre 2016, di cui 498 nella rete Sprar a 3157 dell’anno successivo, di cui 619 accolte nello Sprar.

Il dato più interessante riguardano proprio il modello Sprar che vede un aumento delle persone accolte superiore al 24% e una crescita dei posti disponibili pari al 14 ,7%. Lo Sprar in Molise rappresenta dunque una realtà consolidata che privilegia l’integrazione, al contrario del modello Cas che spesso comporta un rischio di ghettizzazione e segregazione. Garantisce un’accoglienza sostenibile, controllata e gestita con professionalità e quindi un punto di riferimento sul territorio per tutte le azioni a beneficio dei cittadini stranieri più vulnerabili.

 

 

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