Niente rito abbreviato per i reati gravi. L’on. Occhionero: “Proposta che sfascia i pilastri del processo penale”

ROMA. “La proposta di legge approdata oggi in aula sulla inapplicabilità del giudice abbreviato ai delitti puniti con la pena dell’ergastolo è l’ennesima dimostrazione che il governo Giallo-verde ha l’unico obiettivo di rincorrere il treno del consenso popolare che, però, passerà presto tanto velocemente da non fermarsi alla fermata dei diritti garantiti”. Lo ha dichiarato l’onorevole molisana Giuseppina Occhionero, in merito alla proposta di riforma del codice penale approvata oggi alla Camera e relativa all’applicabilità del giudizio abbreviato.

“Impedire a qualcuno il ricorso a tale forma di rito entra in palese contraddizione con il principio costituzionale di uguaglianza violando la garanzia dell’uguaglianza di tutti gli imputati solo in ragione di una previsione sanzionatoria come l’ergastolo- ha dichiarato la parlamentare molisana- Appare violato il principio di ragionevolezza creando un vulnus anche alla norma costituzionale. Peraltro tale proposta si fonda sulla prospettiva di colpevolezza scontrandosi, irreparabilmente, con la presunzione di non colpevolezza sancita dall’art. 27 della Costituzione. È incomprensibile che in uno stato civile e democratico come il nostro si possa maltrattare l’art. 24, 2′ c. della Costituzione comprimendo il diritto di difesa che è un diritto inviolabile comprensivo dell’intero patrimonio di diritti dell’imputato e, quindi, la possibilità di fruire del rito abbreviato. Questa proposta di legge sfascia completamente i pilastri del nostro processo penale ed è il segno di un giustizialismo inaccettabile che, insieme al processo eterno voluto con la sospensione della prescrizione dopo il primo grado, completa la torsione regressiva dell’azione politica di questo governo. Temo che lo Stato di Polizia si avvicini rapidamente. Mi sono battuta in aula insieme al mio gruppo. Noi di LeU abbiamo votato convintamente no alla proposta di legge”.

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