INTERVISTA – Il gallerista Gino Zarrilli racconta la sua passione per le opere di Marcello Scarano: “Il primo quadro l’ho comprato quando avevo 14 anni”.

CAMPOBASSO. È considerato uno dei più grandi pittori del Novecento molisano. Marcello Scarano (1901-1962) ha saputo raccontare attraverso le sua arte le vicende umane della propria amata terra. Al pittore originario di Trivento è dedicata una mostra monografica allestita nel cuore del capoluogo, in via Elena, dalla Galleria “Arte Oggi”. Una collezione di 180 quadri raccolti durante tutto il corso di una vita da Gino Zarrilli, appassionato collezionista d’arte e gallerista, che con Scarano condivide un amore smisurato per il Molise e le sue tradizioni. La galleria è aperta fino al 31 gennaio 2019, ma Zarrilli ci ha confessato che pensa di proseguire la mostra anche oltre questa data perché sta avendo un grande successo, soprattutto tra i giovanissimi. 

Come nasce l’idea di aprire una mostra dedicata a Marcello Scarano nel cuore della città di Campobasso?

“Sono un appassionato d’arte e nel corso degli anni ho accumulato circa 180 quadri di Marcello Scarano. Il primo quadro di Scarano l’ho acquistato quando avevo 14 anni, oggi ne ho 67. Ho deciso di aprire questa mostra per far conoscere anche ai giovanissimi questo grande artista. In passato sono state allestite anche altre mostre su Marcello Scarano ma mai nessuna con un numero così ampio di opere”.

Questa mostra nasce grazie al suo impegno personale, non ha ricevuto aiuti o patrocini da enti pubblici?

“Non ho avuto né ho voluto chiedere nessun aiuto. È una mia iniziativa personale che ho deciso di intraprendere senza ricevere alcun contributo pubblico”.

Come nasce questa sua passione nei confronti dell’arte di Scarano?

“Credo che il motivo principale sia l’amore per il Molise, un amore che anche io condivido. Tanti pittori hanno provato a dipingere i nostri usi e costumi ma nessuno è riuscito a cogliere l’essenza della nostra tradizione come ha fatto Marcello Scarano. Riusciva a rendere chiara e reale la storia del Molise. Ha saputo cogliere e imprimere su tela l’anima più vera della nostra regione. Esiste un’affinità di vedute tra noi due, sul modo di concepisce il Molise e di rendergli omaggio, raccontando la sua bellezza e il calore delle tradizioni.

Chi era Marcello Scarano?

“Marcello Scarano è nato a Siena nel 1901 perché la famiglia si era trasferita per seguire il padre che era un professore di letteratura molto importante. I genitori erano nativi di Trivento. Dopo l’infanzia e l’adolescenza a Siena, nel 1918 torna a Campobasso dove frequenta i corsi di pittura di Nicola Biondi e comincia a partecipare ad alcune mostre.
Nel 1922 a Roma frequenta gli artisti e i luoghi di ritrovo degli intellettuali. La prima mostra personale è del 1926, a Campobasso, seguita dalla seconda nell’anno successivo”.

Quali sono i principali temi trattati nella sua produzione artistica?

“Scarano dipingeva soprattutto splendidi paesaggi molisani e scene di vita quotidiana. Era innamorato della sua terra. Si è dedicato anche all’arte sacra, alle nature morte, ai nudi e ai ritratti. Ma era soprattutto un pittore di paesaggi. Era un autodidatta, non ha mai studiato arte. A dire il vero non ha concluso l’università perché ha voluto dedicare la sua vita alla pittura. Era un personaggio interessante, un artista bohémien. Nonostante fosse di famiglia benestante, il padre era Nicola Scarano, autore di alcuni commenti alla Divina Commedia, non ha voluto seguire le orme del padre e ha rinunciato agli studi universitari per seguire la sua vocazione artistica. Viveva vendendo le sue opere per far fronte alle piccole spese, per pagare i conti, per una bottiglia di vino”.

Il talento artistico di Marcello Scarano è riconosciuto anche a livello nazionale?

“Purtroppo non molto, in quanto pur avendo avuto delle opportunità di ottenere fama e riconoscimenti ha deciso di far ritorno alla sua terra d’origine, tanto era grande in lui l’amore per il Molise. Dal 1922 al 1925 infatti si trasferisce a Roma ed entra a far parte del gruppo dei famosi pittori romani tra cui ricordiamo i nomi di Scipione, Mafai, Stradone, Omiccioli, tutti artisti che oggi sono famosissimi. Scarano è stato riscoperto dopo la sua morte, come succede a molti artisti”.

Quali sono le caratteristiche che contraddistinguono la sua opera?

“Secondo la mia opinione personale si ispirava al Realismo e per quanto riguarda l’arte sacra si rifaceva un po’ a Marc Chagall con questi angeli in volo che scendono dal cielo. Mentre sull’uso del colore direi che le sue sono soprattutto preferenze di tipo personale. Non sempre i colori rispecchiano gli stati d’animo. Sono un po’ scettico su chi dice che ad ogni colore corrisponde un’emozione o una sensazione, credo che si tratti soprattutto di preferenze personali.

Parliamo invece di Gino Zarrilli, gallerista e collezionista d’arte. Come nasce questa sua passione?

“Negli anni ho fatto altri lavori, ho insegnato alla scuola alberghiera però da ragazzino mi divertivo a dipingere. Il mio professore di scuola e pittore Walter Genua, che purtroppo non c’è più, consigliò a mio padre di mandarmi al liceo artistico ma al tempo a Campobasso non c’era. Bisognava andare o a Roma o a Napoli. Purtroppo non avendo la possibilità di andare a studiare fuori regione ho fatto un’altra scuola e mi è rimasta questa passione per l’arte. A 14 anni è nata questa passione per Marcello Scarano, ho iniziato a comprare i suoi quadri fino ad arrivare al punto di voler aprire una galleria. La prima l’ho aperta a via Gioberti nel 1992, poi anche in altri posti. Adesso ho una casa in campagna adibita a galleria e ora sono venuto al centro per questa mostra”

Come sta andando la mostra? Sta avendo riscontro da parte del pubblico?

” Moltissimo. Sto avendo un sacco di visitatori, anche giovani, infatti voglio proseguire oltre il 31 gennaio. Sono soddisfatto perché molti non ne avevano mai sentito parlare prima. Scarano è sconosciuto soprattutto tra i giovani che però visitando la mostra imparano subito ad apprezzarlo e a riconoscerne il valore artistico. Mentre tra le persone di una certa età, soprattutto campobassani, è famosissimo. Tutti in casa hanno almeno un quadro di Marcello Scarano”.

 

 

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