“Signor sindaco aiuti i cani del canile a superare l’inverno”, due fratelli di 9 e 11 anni scrivono a Battista

CAMPOBASSO. Il caso del cane Peppe, ferito da un petardo in pieno volto, ha avuto un grande risalto mediatico. Se ne sono occupati anche tv e giornali nazionali, tanto da lasciare le volontarie dell’Apac stupefatte da tante attenzioni. Per Peppe si sono mobilitati in tanti e da ogni parte d’Italia e d’Europa sono arrivate le donazioni per l’operazione di ricostruzione facciale che sarà effettuata oggi 3 gennaio da un team di veterinari esperti.In pochissimo tempo sono stati raccolti oltre 2000 euro per l’operazione, tanto che l’Apac ha dovuto ufficialmente interrompere le donazioni perché la cifra era già stata raggiunta e superata. Nonostante il brutto episodio di cui è stato vittima, Peppe è un cane fortunato perché non conoscerà mai il canile. Lo attendono, oltre ad altre cure e futuri interventi, uno stallo in casa e poi un’adozione per assicurargli una vita dignitosa in un posto sicuro.

Nel canile municipale di Santo Stefano, però, ci sono altri cani meno fortunati di lui, circa 300 di cui 40 sono cuccioli in cerca d’adozione che hanno bisogno di tutto: cibo, cure e attenzioni. Soprattutto i cuccioli hanno bisogno di un’alimentazione speciale che viene garantita solo grazie all’impegno, anche economico dei volontari. D’inverno la vita in canile è terribile, i cani avrebbero bisogno di cucce riscaldate e coperte. Ogni anno ci sono delle vittime del gelo, i cani più anziani e malati non ce la fanno a superare l’inverno. Inoltre, il canile si trova in un luogo dissetato, esposto al vento, lontano dalla città e difficile da raggiungere sopratutto con la neve.

Sarebbe necessario sensibilizzare l’opinione pubblica sull’opportunità delle adozioni dei “trovatelli” rispetto all’acquisto di cani di razza e aprire le porte del canile per sensibilizzare i cittadini sulle condizioni di vita dei suoi ospiti. Questa è anche l’opinione di Luisa Colavita una mamma campobassana che con i suoi due figli di 11 e 9 anni, Arianna e Vincenzo, va spesso al canile a far visita ai suoi ospiti per portare cibo e cure. Quando si entra in canile per vedere con i propri occhi non si può restare indifferenti. “Nella stessa gabbia a volte sono stipati fino a cinque, sei cani. Alcuni di loro non hanno mai conosciuto la libertà. Spesso a causa della convivenza forzata con gli altri cani si aggrediscono tra loro ferendosi anche a morte – ci ha raccontato Luisa.

Esiste un’area per lo sgambamento dove i cani possono passeggiare, ma i volontari sono pochi e non possono portare a spasso ogni giorno 300 cani. La condizione di prigionia in cui vive la maggior parte di loro ha colpito moltissimo i figli di Luisa, Arianna e Vincenzo: “Mamma, perché noi siamo liberi e loro no?- si sono domandati. Questi bambini hanno deciso di fare qualcosa, di non restare a guardare, così hanno pensato di scrivere al sindaco di Campobasso Antonio Battista nella speranza di essere ascoltati dal primo cittadino del capoluogo.

“Al signor sindaco del Comune di Campobasso- scrive Arianna- La prego di aiutare i poveri cani del canile, fornendo spazi grandi, riscaldamento e giubbottini caldi per fargli passare un inverno piacevole. Garantire più cure e adozioni, portandoli in piazze a far vedere alla gente come sono fedeli e divertenti. Essendo 300 cani in gabbia i volontari del canile non riescono a dare cibo a tutti quindi le chiedo di fornire cibo a sufficienza per i cani. Moltissimi sono malati gravemente per le condizioni di vita che hanno. Uno è morto lunedì 31 dicembre 2018 e due malati che per fortuna mio padre sta curando. Tutti i cani hanno il sogno di uscire dalla propria gabbia, quindi le chiedo di far esaudire questo sogno”.

“Caro signor sindaco- scrive Vincenzo- le chiedo di prendere a cuore la situazione dei cani del canile perché ho visto con i miei occhi che soffrono molto. Le chiedo di aiutarli mettendo i riscaldamenti, spazi più ampi e più cibo. Vorrei chiedere di far adottare di più i cani dal canile, di garantire più cure e di dare più cibo. A volte vado con mamma al canile di Santo Stefano a dare una mano ai volontari e spesso vedo i volontari piangere. Lunedì 31 dicembre è morto un cucciolo di parvovirosi e due cuccioli stanno male ma per fortuna mio papà li sta curando. Molti altri hanno ferite profonde e gravi da cui esce molto sangue e fanno molto male, questo succede per le condizioni di vita che hanno. Signor sindaco, aiuta i cani del canile”.

 

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