VIDEO – “Il Molise, una regione in difficoltà “. I rappresentanti delle istituzioni regionali illustrano a Conte le criticità del territorio

CAMPOBASSO. Una regione che sta scomparendo, dove la popolazione è sempre più anziana e le infrastrutture viarie e ferroviarie sono inadeguate. Un tessuto produttivo smantellato, l’edilizia in crisi a causa del ritardo dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni committenti e un turismo che stenta a decollare a causa dei prezzi poco competitivi.

È uno scenario impietoso del Molise quello descritto dalla Prefetta Maria Guia Federici nel corso dell’incontro che si è svolto questa mattina nel palazzo di Governo con il Premier Giuseppe Conte, giunto a Campobasso per presentare il Contratto istituzionale di sviluppo ai 136 sindaci molisani e alle associazioni di categoria. 
La Federici si è fatta portavoce delle istanze provenienti dal territorio, evidenziando come in Molise, nonostante le difficoltà, esiste ancora  una società civile attiva e propositiva e un ambiente sociale, oltre che naturale, ancora sano. “Ai problemi si contrappone la bellezza di un territorio ancora integro”ha detto, ma non basta.
In Molise c’e bisogno di tutto: infrastrutture, banda larga, oneri fiscali meno gravosi per le imprese, costi ridotti per le attività imprenditoriali e agevolazioni per le start up, snellimento degli adempimenti burocratici e zone franche per l’insediamento di nuove realtà imprenditoriali con un’attenzione particolare all’ambiente e all’agricoltura biologica.
Queste sono anche le necessità riscontrate dalle associazioni di categoria della Provincia di Isernia,  come ha sottolineato nel suo intervento la Prefetta Cinzia Guercio che si è detta particolarmente preoccupata per l’ autonomia differenziata che, se applicata in assenza di meccanismi di compensazione, potrebbe sbilanciarsi a sfavore del Mezzogiorno.

”Il Molise presenta una serie di criticità come altre regioni del Sud-  ha detto nel suo accorato intervento il presidente della Regione Donato Toma – un territorio colpito da grave dissesto idrogeologico ed eventi sismici; aree interne prive di rete ferroviaria funzionante e servite da strade provinciali impraticabili; dotazioni infrastrutturali carenti, molte delle quali al collasso; assenza di strade a quattro corsie; progressivo spopolamento dei Comuni, soprattutto nelle aree interne; invecchiamento della popolazione; disoccupazione di lunga durata, al di sopra della media nazionale; fuga di giovani cervelli in altre regioni d’Italia e all’estero; crisi della piccola e media impresa.

Lo stesso Molise potrebbe godere, però, di situazioni di vantaggio solo se opportunamente sfruttate e attivate. Ci riferiamo alla bassa densità di popolazione, al tessuto sociale fondamentalmente sano, all’assenza sul territorio di organizzazioni criminali radicate, alle eccellenze enogastronomiche, al patrimonio culturale da preservare e valorizzare, alle oasi naturalistiche e ai paesaggi di spiccato interesse ambientale, alle enormi risorse idriche che servono anche le regioni limitrofe.

Noi abbiamo ben chiara quale debba essere la strategia utile a rilanciare l’economia del territorio- ha continuato il governatore – 

In questi primi otto mesi di governo, ci siamo impegnati in una massiccia azione di recupero delle risorse del Piano Operativo Regionale. È stata una corsa contro il tempo, ma alla fine ci siamo riusciti. All’atto del nostro insediamento, avvenuto l’8 maggio 2018, erano stati certificati appena 1.7 milioni di euro; in sette mesi di duro e incessante lavoro, siamo riusciti a recuperare ben 18 milioni e 800 mila euro.

Siamo alla fase finale di definizione della ZES Adriatica con la Regione Puglia. Abbiamo bruciato le tappe e, in soli due mesi, predisposto un Piano strategico che ha ricevuto il plauso dai tecnici del Ministero.

Sul piano del trasporto su rotaie, abbiamo firmato con RFI Italia una convenzione concernente le opere di potenziamento infrastrutturale e tecnologico sulla tratta Roccaravindola-Isernia-Campobasso.

Abbiamo indirizzato la nostra azione soprattutto sulla micro-economia, con una serie di misure che vanno a incidere sulle aree interne e i piccoli Comuni.

Un’attenzione particolare è stata rivolta alle politiche di coesione sociale. Stiamo investendo sulla cultura con operazioni di grande spessore, nella convinzione che possano risultare attrattive per la conoscenza del nostro territorio. Da solo, però, il Molise non può farcela, le regioni del Sud non possono farcela. (Nel video il discorso integrale del presidente Toma).

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