Autonomia differenziata, Toma: “Secessione ante litteram”

CAMPOBASSO. “Con il regionalismo differenziato rischiamo una secessione ante litteram e questo non lo vogliamo”. Il presidente della Regione Molise, Donato Toma si espresso così a margine di un incontro con i sindaci molisani per parlare delle iniziative su turismo e cultura. La questione è stata anche al centro del dibattito in Consiglio regionale nel corso della seduta odierna. All’esame due mozioni e un ordine del giorno sull’argomento proposti dal PD, da Michele Iorio, da Forza Italia e dal Movimento 5 Stelle. Dall’aula si è alzata una levata di scudi unanime contro il provvedimento che potrebbe nascondere un tentativo di secessione delle regioni più ricche del Paese.

Ma cos’è in sintesi il regionalismo differenziato o autonomia rafforzata? Si tratta di una norma inserita negli articoli 116 e  117 della Carta costituzionale, in base ai quali lo Stato può attribuire alle Regioni a statuto ordinario particolari condizioni di autonomia. Ciò significa che alcune regioni possono avere poteri diversi rispetto alle altre, in merito alle materie (qui si fa riferimento all’articolo 117) sulle quali Stato e Regione hanno competenza legislativa concorrente, cioè quelle su cui la Regione stabilisce le regole, ma la determinazione dei principi fondamentali rimane riservata allo Stato.  Tra le materie più rilevanti in gioco ci sono fisco e fiscalità locale, sanità, infrastrutture e trasporti, istruzione e beni culturali. 

In seguito ai referendum consultivi tenuti nel 2017  in Veneto e Lombardia, a cui si è aggiunta anche l’Emilia Romagna, il tema è tornato in auge e il 28 febbraio del 2018, il governo Gentiloni,  ha sottoscritto con le tre Regioni tre accordi preliminari relativi ad una possibile autonomia.  Dopo l’ultimo consiglio dei ministri l’iter che conduce al regionalismo differenziato ha subito una battuta di arresto, ma il percorso è ancora lungo e nulla può essere dato per scontato.

 

Commenti

commenti