Foto di Michele Messere

“Io Amo Campobasso” illustra il secondo punto del manifesto. “Una città inclusiva e attenta alle esigenze di tutti i cittadini”

CAMPOBASSO. Sognano una città priva di barriere architettoniche, inclusiva e solidale. Una città attenta ai bisogni di tutte le persone: donne, giovani, anziani, migranti; che sia aperta alle proposte di associazioni e comitati di cittadini. È questo in sintesi il progetto che i sostenitori del movimento civico “Io Amo Campobasso” esprimono nel secondo punto del manifesto che ispira il programma elettorale che il gruppo sta elaborando in vista delle prossime amministrative.

“Una città inclusiva è una città alla pari, che propone una visione di Campobasso come luogo accogliente, sicuro e adatto alle esigenze di ciascuno. I protagonisti e destinatari sono tutti i cittadini: bambini e anziani, disabili e stranieri, tutte le persone con i propri bisogni.

Una nuova visione che parte dalla convinzione che ciascun essere umano debba vivere la propria quotidianità nella massima autonomia e sicurezza, partecipando alla società in maniera piena ed effettiva, indipendentemente dall’età, dallo stato di salute, dalle peculiarità psico-fisico, dalle caratteristiche linguistiche e culturali.

Mirare ad essere una città inclusiva per Campobasso significa avere come obiettivo innanzitutto di costruire la coesione territoriale e sociale sul tema, condivisa con tutti i campobassani; in secondo luogo, progettare lo spazio urbano in modo da renderlo privo di barriere fisiche e culturali, attraverso l’inserimento di luoghi per l’incontro e il confronto, non solo al centro della città, ma anche nelle aree periferiche che più necessitano di attenzione e terzo, poi, progettare azioni e politiche inclusive, rimuovendo gli ostacoli di tipo fisico (luoghi, servizi, prestazioni inaccessibili) e di tipo comportamentale (atteggiamenti, luoghi comuni, pregiudizi, prassi, omissioni). In sintesi: migliorare la qualità della vita.

Immaginare e progettare una città inclusiva significa costruire una comunità solidale e accogliente che mette al centro i diritti umani delle persone, contrastando l’esclusione sociale e favorendo l’integrazione, coinvolgendo tutti gli attori del territorio, ognuno per la propria competenza, favorendo una partecipazione attiva che risponda a criteri di democrazia di qualità, misurata in termini di libertà, partecipazione, accoglienza, integrazione, responsabilità e trasparenza delle Istituzioni.

Quali gli strumenti della partecipazione: progettazione di interventi partendo dai bisogni delle persone e delle comunità; sistema di monitoraggio civico di politiche, servizi e appalti pubblici;creazione di spazi di incontro e promozione dell’associazionismo e aggregazione; creazione di spazi in cui cittadini, associazioni, comitati abbiamo occasioni per dire la loro sulle decisioni che li riguardano, con particolare attenzione alle donne, ancora oggi vittime della diseguaglianza di genere, e ai giovani con percorsi nelle scuole.

La Città inclusiva è il luogo dove a chiunque, indipendentemente dalla condizione economica, di disabilità, di genere, di età, di razza o di religione è permesso partecipare produttivamente e positivamente alle opportunità offerte. Una città fruibile qualifica i servizi pubblici e garantisce l’accesso ai servizi primari a tutte le fasce più deboli, è un luogo per tutti, senza barriere fisiche né sociali, dove il patrimonio pubblico viene messo a disposizione e in relazione con le iniziative private sociali e culturali.

In ambito sociale, inclusione significa appartenere a qualcosa, un gruppo di persone o un’istituzione, e sentirsi accolti. L’inclusione sociale ha l’obiettivo di eliminare qualunque forma di discriminazione all’interno di una società, sempre nel rispetto della diversità. Le categorie maggiormente e rischio sono i bambini, gli anziani, i disoccupati, le donne, i migranti.

Diventa quindi prioritario agire sulle le cause della diseguaglianza, difendere i diritti umani, tutelarli, contrastando l’esclusione sociale di tutte le categorie deboli e impegnarsi in concreto contro la povertà, non intesa solo come la mancanza di denaro, ma come una condizione che investe le diverse sfere di una persona e che comporta la privazione di diritti fondamentali.

Migranti economici, rifugiati e richiedenti asilo: non facciamo distinzione tra chi scappa dalla fame, dalla guerra o parte alla ricerca di una vita migliore. Vogliamo per loro lo stesso diritto a migrare e la possibilità di entrare in maniera legale e sicura. La libertà di circolazione è per noi un diritto e in un mondo sempre più complesso è importante riconoscere il carattere strutturale, universale e inarrestabile della migrazione, troppo spesso trattata come un fenomeno emergenziale. Il Comune è chiamato ad agire da garante di un’accoglienza pubblica, virtuosa, integrata e diffusa. Il nostro obiettivo è quello di contribuire a migliorare le politiche relative all’accoglienza al fine di garantire il rispetto dei diritti umani fondamentali, delle norme internazionali e della Costituzione italiana.

Vogliamo realizzare una cittadinanza inclusiva, affinché i migranti siano cittadini a pieno titolo nella nostra comunità, monitorando il sistema dell’accoglienza e le possibilità che offre ai migranti per una migliore integrazione nella nostra comunità, migliorando i servizi a loro rivolti, anche attraverso la creazione di reti relazionali che permettano alle persone di partecipare pienamente alla vita pubblica e di vedere riconosciuti i propri diritti all’istruzione, all’abitare e al lavoro.

Sui giovani tra i 15 e i 29 anni che hanno smesso di cercare un’occupazione e non stanno seguendo alcun percorso formativo, bisognerà attivare specifici progetti per aiutarli a riacquisire fiducia in se stessi e supportarli nell’inserimento lavorativo.

Circa le donne, inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro, servizi sociali di supporto al lavoro di cura, tutela della salute, servizi di supporto della genitorialità.

Più in generale, bisogna fornire un sostegno all’autodeterminazione delle persone in difficoltà, al rafforzamento delle comunità e supporto all’aggregazione per prevenire l’esclusione sociale, progettando interventi con tutti gli attori locali del welfare”.

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