Tecnologia e superamento del “ digital divide”, Io Amo Campobasso presenta il nono punto del programma

CAMPOBASSO. Riceviamo e pubblichiamo la nota di “Io Amo Campobasso” che illustra il nono punto del manifesto programmatico proposto  dal movimento politico, in vista delle prossime elezioni amministrative.

”Open Innovation 2.0 (OI2) è un nuovo paradigma basato su un modello di elica quadrupla in cui governo, industria, università e attori civili lavorano insieme per co-creare il futuro e guidare i cambiamenti strutturali ben oltre la portata di ciò che qualsiasi organizzazione o persona potrebbe fare da sola. Ma cosa significano questi paroloni tanto da Progetto UE? L’idea di base è che l’innovazione possa essere una disciplina praticata da molti, piuttosto che un’arte dominata da pochi. L’Europa ha capito la sfida e sta provando a ribaltarla sui territori, cercando di far passare il messaggio che fare innovazione è una questione spesso più di metodo che di idee geniali (che certo aiutano e fanno da volano sempre!).

Il modello di riferimento di innovazione è quello basato sulla Quadrupla Elica, che diventa motore propulsore e obiettivo al tempo stesso, coinvolgendo nel processo gli organismi istituzionali, la sfera di ricerca, il settore delle imprese e i cittadini. Applicazioni pratiche? Il digital divide che ancora colpisce la nostra città. Oggi i colossi della Tlc ancora non riescono a fornire il supporto necessario alle nostre imprese dislocate in zone della città che dovrebbero invece, per loro stessa vocazione, essere percorse da autostrade informatiche. Il pensiero è rivolto innanzitutto alla Zona Industriale, ma anche alle altre periferie cittadine. I grossi progetti finanziati in passato hanno spesso portato le dorsali a fermarsi davanti le imprese, senza riuscire realmente ad entrare nell’operatività delle stesse. Un’amministrazione comunale sicuramente non può intervenire su scelte di tipo meramente aziendalistico, di convenienza del mondo privato. Ma in un approccio innovativo può rendersi promotore di un dialogo che metta al centro del discorso il bisogno reale del nostro mondo produttivo.

Può riunire intorno ad un tavolo tutti i soggetti interessati, dalle aziende di Tlc, alle Università e i loro centri di ricerca, alle imprese stesse ed ai cittadini, magari anche tramite le Associazioni sul territorio. Dialogo da attivare assolutamente anche con i Comuni limitrofi.
L’Amministrazione comunale dimostra un gap tecnologico notevole nei confronti di altre realtà d’Italia. Eppure la ridotta dimensione e la struttura relativamente snella dell’organizzazione dovrebbero favorire un approccio alla digitalizzazione dei servizi. Come di consueto si tratta più di un problema di volontà che di fattibilità. L’approccio deve essere sempre quello di andare verso una totale trasparenza di atti e procedure, rendendo tutto disponibile attraverso i canali previsti.
Molte energie devono però essere spese sul versante dell’organizzazione interna, per informatizzare le procedure e sfruttare le nuove tecnologie mantenendo elevati livelli di efficienza. Diversi i progetti innovativi possibili, come il database dei pagamenti, il catasto urbano integrato con l’archivio demografico, il work flow degli atti amministrativi (deliberazioni di Giunta, determinazioni dirigenziali, deliberazioni di Consiglio), quello per i sistemi educativi, la dematerializzazione degli archivi cartacei dei servizi demografici e molti altri ancora.

Una parte consistente delle innovazioni è stata attuata ma tanto ancora si può e si deve fare, partendo dall’esistente e cercando di garantire il massimo della trasparenza e dell’efficienza, razionalizzando le spese ove possibile soprattutto ricorrendo a soluzioni open source”.

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